Consigli del Venerabile Ghesce Ciampa Ghiatzo - Direttore Spirituale
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Incontro tra il consiglio direttivo e il Ven. Ghesce Ciampa Ghiatzo – 7/10/2006

A seguito della sessione di Insegnamenti di sabato 7 ottobre, alcuni praticanti del centro Vajrapani hanno incontrato Ghesce Ciampa Ghiatzo per chiedergli qualche consiglio sulle attività future del Centro e per sapere se aveva qualche desiderio particolare a tal proposito.

Ghesce La ha esordito dicendo: “L’unica cosa che vi posso consigliare è di fare dei brevi ritiri; non lunghi, perché tutti siete molto impegnati, ma di qualche giorno”. Ghesce La ci lascia piena libertà sulla modalità con cui organizzarli (presso il Centro oppure in forma residenziale, ecc.), ma ha dato alcune indicazioni sui soggetti: meditazione concentrativa, pratica dello scambiare se stessi con gli altri (ton.len) e accumulazione di mantra; in quest’ultimo caso ha parlato di Tara, oppure Vajrapani, oppure Manjushri (da ricordare che poi nella sessione di Insegnamenti di domenica ha particolarmente enfatizzato l’opportunità di praticare Tara).

Per quanto riguarda i Maestri, Ghesce La ha detto che, considerato il successo del corso sul Sutra del Cuore con Khube Rimpoce, ritiene una buona cosa organizzare nuovamente un corso approfondito di quel tipo, quando Rimpoce tornerà in Italia. Ghesce La ha anche poi chiesto se è mai venuto al Centri Vajrapani il Ven. Ghesce Losang Tenkyong, Ghesce residente presso il Centro Tara Cittamani di Padova. Con questo Ghesce La sembrava suggerire di invitarlo, anche se abbiamo convenuto sulla necessità di un buon traduttore e del fatto che l’organizzazione può risultare eccessivamente onerosa se poi al corso si presentano pochissime persone, come è successo ultimamente. Considerato anche che Ghesce Tenkyong a fine anno tornerà in India, pare opportuno attendere il suo ritorno e intanto verificare la partecipazione agli Insegnamenti presso il Centro.

Alla fine della sessione di Insegnamenti di domenica, Ghesce La ha dato la trasmissione di un breve testo di Lam Rim di Lama Tzong Khapa (Lam Rim Gnam Gur), consigliando di recitarlo quando possibile. Il testo è in fase di impaginazione e verrà reso disponibile quanto prima.

Incontro tra i soci e il Ven. Ghesce Ciampa Ghiatzo – 9/11/2003

Durante la sua precedente visita al Centro Vajrapani nel novembre 2003, Ghesce Ciampa Ghiatzo aveva incontrato tutti i soci del Centro e aveva dato alcuni consigli, di cui riportiamo la trascrizione di seguito.

Andrea: Ghesce La che mi ha detto: “Bene cosa facciamo ora?”, perché sono stato io l’artefice di questo incontro; gli ho spiegato che tutti voi in qualche modo supportate il Centro che lavora per Ghesce Campa Ghiatzo che ne è il Maestro e lavora perché lui possa avere i mezzi per diffondere gli Insegnamenti, raccogliere discepoli e cosi via. Ghesce La manca da questo centro da più di tre anni a causa della sua salute e quindi quelli di voi che sono studenti più recenti non hanno avuto occasione di incontrarlo e desideravo che tutti voi lo incontraste e che Ghesce La incontrasse voi tutti. Questo è lo scopo principale di questo incontro. Gli ho poi detto se vuole darci consigli su cosa fare per gestire il centro, con che motivazione ecc. Con Ghesce La ricordavamo che il centro è stato ufficialmente fondato nel 1994: in realtà è nato dopo che Ghesce La è venuto a fare una conferenza a Trento, su invito del gruppo che poi ha fondato il centro, anche se non era la prima volta in assoluto. Visto che quelle conferenze ebbero un successo oserei dire mai più ripetuto perché c’erano duecento persone, Ghesce La ha detto “va bene apriamo questo centro” che si chiama Vajrapani. Vajrapani è quella divinità che rappresenta tutti i poteri, l’abilità del buddha.

Ghesce Ciampa Ghiatzo: Penso sia una cosa estremamente positiva il fatto che vi siano persone che lavorano insieme per il centro, che per funzionare ha bisogno del loro supporto. Rispetto agli insegnamenti di Buddha Sakyamuni, c’è chi si concentra nello studio della dottrina, chi si concentra sulla pratica della meditazione ed altri che dedicano il loro tempo ad aiutare il centro nel fare le cose che servono. Ghesce La ha detto che tutte tre queste attività sono della stessa natura, della stesa energia, creano gli stessi meriti, sono le stesse azioni virtuose. Andare a fare un ritiro di meditazione o aiutare il centro crea lo stesso tipo di virtù e questo lo ha detto Buddha Sakyamuni direttamente. Noi abbiamo difficoltà a vedere questo tipo di energia positiva perciò a volte siamo presi dallo scoramento: qualcuno può non avere tempo per meditare, ma ha un po’ di tempo per qualche altro aiuto e Ghesce La dice di non preoccuparsi per questo. Questo centro è di beneficio a molte persone che tramite esso possono incontrate gli Insegnamenti di Buddha ed anche se semplicemente li sfiorano e poi non si vedono più, rimane il beneficio perché nel futuro avranno maggior predisposizione ad approcciare il Dharma di Buddha. Qualsiasi attività relazionata al Dharma è invariabilmente positiva. Ghesce La racconta una storia accaduta in un monastero dove lungo un viale su cui affacciavano le varie classi camminava uno scorpione che oltrepassò quella degli studi di base e arrivò all’altezza delle classi di studi più progrediti dove qualcuno lo schiacciò e morì là. Il suo continuum prese rinascita in una famiglia che abitava vicino a Sera e quando il bambino crebbe entrò in monastero dove rivelò grande abilità nello studio e nel dibattito; ma arrivato nella classe Madhyamika, dove lo scorpione era stato schiacciato, non era più in grado di comprendere niente, pareva il più stupido di tutti. Allora qualcuno si rivolse ad un Lama molto noto, Ciampa Rimpoce, considerato un’emanazione di Buddha Maitreya, chiedendo spiegazioni relative a quel monaco. La risposta di quel lama fu che nella vita precedente egli era lo scorpione che aveva camminato nelle classi inferiori e questo aveva lasciato un seme nel suo continuum mentale, così si ritrovò per la comprensione di quegli studi una predisposizione speciale; ma arrivato alla classe madhyamika fu ucciso e perciò non c’erano semi dati dall’ascolto degli insegnamenti da quel punto in su, ragione delle sue attuali difficoltà. Questa è una storia vera e ce ne sono molte di questo tipo: significa che ogni attività fatta in relazione al Dharma, sia lo studio dei libri che il dibattere gli Insegnamenti o altro, vista con lungimiranza è di grande utilità anche se ora non capiamo il suo beneficio. E’ molto positivo che ci sia qualcuno impegnato nel condurre incontri di meditazione settimanali, e per favore dice Ghesce La, continuate. Anche il fatto che qualcuno faccia lo sforzo di venire qui per fare meditazione assieme è molto positivo. Ghesce La dice che personalmente può solo pregare, affinché tutti noi discepoli che mettiamo impegno nel praticare il Dharma, la meditazione ecc, possiamo aver successo e beneficio mentale, che la nostra mente cambi diventando più tranquilla e pacifica. Tutti noi necessitiamo di una mente più calma e rilassata perché se è agitata saremo molto nervosi ed in questa condizione va tutto male, ci arrabbiamo con noi stessi per le cose che facciamo. Uno zio di mia mamma era monaco, poi si è sposato ed ha avuto sei figli e quando si arrabbiava rompeva tutto quello che gli passava per mano anche se non picchiava la moglie: sbollita la rabbia era pieno di rimorsi, inoltre doveva ricomprare tutti gli oggetti che aveva rotto! E’ molto importante controllare la propria mente perché se è preda di agitazione o difetti mentali diventa pericolosa, perciò è necessario osservarla e controllarla. In questo centro ci sono vari Ghesce che vengono ad insegnare come Ghesce Tenzin Thenphel, Ghesce Sonam Sangpo, Khube Rinpoche ecc.; qualche tempo fa è venuto Choden Rinpoche ma pare che non venga più; Dagri Rinpoche non è mai venuto: questo maestro prima era al monastero di Sera ed ora vive a Dharamsala vicino alla residenza di S.S. il Dalai Lama, che gli ha detto di venire in Europa 3/4mesi all’anno a dare Insegnamenti. Ghesce La ha ricevuto l’ordinazione monastica di novizio e l’ordinazione completa dalla incarnazione precedente di questo maestro. Ghesce la dice che se la salute lo sosterrà, cercherà di venire ancora; sta riprovando ad andare in giro per i centri anche se non è molta la differenza nel rimanere a Pomaia perché c’è molta gente che lo cerca e gli chiede consigli per risolvere i propri problemi, ma lui non può fare altro che offrire le sue preghiere rivolte a tutti i santi e gli esseri realizzati.